Ci stiamo minacciando tramite una partita di pallone, sono iniziati “I 10 giorni che fecero tremare il mondo” fermando una partita o sequestrado i giocatori brasiliani…e intanto il vero problema si scorre tra le dita come sabbia. Battisti starà sogghignando, mentre scuote la testa…Ci stanno dando del paese indegno di essere chiamato democratico, in quanto negando l’estradizione di Battisti, affermano che non gli sarà assicurato un trattamento di garanzia (è stato condannato in contumacia) e che rischia la vita. Oggi ho sentito addirittura parlare dal fratello di Battisti di seconda possibilità…la vorrebbe anche Torregiani una seconda possibilità così come la avrebbe voluta suo padre, Calabresi e altre vittime del terrorismo di quei terribili anni. Ed ora l’articolo del la Stampa.it:
da la Stampa.it

Ignazio La Russa «dichiara guerra» al Brasile. In Italia può succedere che la partita amichevole Italia-Brasile diventi un caso politico. Anzi, per dirla con il ministro degli Esteri Franco Frattini, un «derby interno» al Pdl, con tanto di spaccatura tra An e Forza Italia che già faticano, ma per motivi politici, a fondersi un un solo partito. La causa della «tempesta» calcistico-politica è il terrorista Cesare Battisti che il governo Lula non vuole restituire alle nostre patrie galere. Allora, propone La Russa, «aboliamo l’amichevole» tra le due nazionali in programma il 10 febbraio a Londra: del resto, «non mi pare il caso di fare nulla di amichevole con il Brasile». Il ministro della Difesa, nonché reggente di An, ha in tasca pure il biglietto per andare a vedere la partita, ma non ci andrà. Se si fosse trattato di una gara ufficiale, era giusto che la politica rimanesse fuori dallo stadio.E invece, secondo La Russa, qui la politica c’entra, per cui niente può essere amichevole con «un Paese che lascia circolare sulla spiaggia di Rio un terrorista». Alle parole di La Russa è seguita una sarabanda di dichiarazioni contrarie e favorevoli e i Palazzi della politica si sono trasformate in una sorta di «bar dello sport». Con il responsabile delle Forze Armate si è schierato il vicecapogruppo del Pdl in quota An, Italo Bocchino, e il sottosegretario agli Esteri, Alfredo Mantica, anche lui di An. Il capo della Farnesina, però, non è d’accordo. L’amichevole si farà, dice Frattini, perché lo sport è «un mezzo per avvicinare i popoli». E l’Italia non ce l’ha con il popolo brasiliano: «Abbiamo un problema con le autorità brasiliane che vogliamo risolvere. Per questo paralizzare i tifosi e mortificare lo sport credo non si debba fare. Speriamo di vincere sonoramente – sdrammatizza Frattini – così almeno questo primo risultato lo prendiamo». Ma siccome la politica italiana è notoriamente fantasiosa, sono spuntate alcune varianti di gioco della proposta La Russa. Ad esempio il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che già voleva boicottare le Olimpiadi in Cina per la violazione dei diritti civili e politici, invita i giocatori a presentarsi in campo con una bella fascia nera al braccio in segno di lutto, per rappresentare al governo brasiliano «il sentimento di amarezza che alberga nei cuori italiani». Un’altra variante è quella del capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri, che ha scritto addirittura una lettera al presidente della Rai Petruccioli. La sua idea è di trasmettere, in concomitanza alla partita, 5 minuti in ricordo delle persone uccise dal terrorista Battisti. La questione è talmente seria che intervengono le autorità del calcio nostrano.
Il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrase ricorda che la Nazionale italiana è ospite in casa brasiliana e non faremmo «una bella figura se ci presentassimo con il lutto al braccio: non sarebbe mai consentito dalla Fifa». Gigi Buffon, il portiere della Nazionale, giudica «esagerata e fuori tempo» l’idea della Meloni: l’estradizione negata di Battisti «non è una tragedia, ma una vicenda in evoluzione e della quale si deve ancora capire come andrà a finire. Va risolta dai politici, non da noi calciatori. Noi seguiamo quello quel che dice la Federcalcio». E il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete assicura i tifosi: la partita si farà. Abete dice di averne parlato perfino con la presidenza del Consiglio «ai massimi livelli» ed è chiaro che il caso Battisti non è collegabile con la gara. E infatti il sottosegretario allo Sport Rocco Crimi parla a nome del governo e spiega che l’amichevole si giocherà regolarmente. Lo schema di gioco prevede che l’opposizione attacchi. Scende in campo Piero Fassino, ministro ombra degli Esteri, e sostiene che sono «del tutto controproducenti e dannose battute estemporanee e avventate» come quella di La Russa. Dire che il Brasile “non è un Paese amico” è sconcertante». E il leader dell’Udc Casini va giù duro, affermando che l’idea è «una scemata, una sciocchezza totale»: «Allora dovremmo sospendere la serie A, con tutti i giocatori brasiliani nel nostro campionato». Già, e Berlusconi, con tutti i soldi che ha speso, non se lo può permettere.






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