USA 2010

Ecco la prima selezione foto delle vacanze di questa estate già trascorsa…

il viaggio è stato impegnativo per 19 giorni e oltre 4000 km attraverso le seguenti tappe:
Los Angeles

Venice

Death Valley

Bad Water +50°C – 85m

Las Vegas

Bellagio

Zion NP

Bryce NP

Arches NP

Monument Valley

Antelope Canyon

Colorado River

Grand Canyon

Joshua Tree NP

San Diego

Los Angeles

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"Lei è qui" il terzo capitolo…

mi scuso con quanti hanno sollecitato la pubblicazione attesa in effetti per la metà di agosto, ma era ferragosto anche per me…
…come già fatto in  occasione dell’introduzione del secondo capitolo, anticipo le prime righe del terzo e auguro buona lettura

“La Gardenia è una pianta che fa parte delle Rubiaceae diffusa in Africa, Asia e Oceania e deve il suo nome al naturalista scozzese Alexander Garden che l’ha classificata.
Essere naturalisti e chiamarsi giardino.”


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Aisha…

Il TIME accompagna la foto di una donna afgana con la dicitura

potrebbe sembrare l’introduzione in copertina per un altro articolo per mantenere lo stato di guerra in terre lontane da casa per assicurare benessere economico nel mondo occidentale, ma questo, seppur importante, è un altro argomento.
Si parla invece di Aisha. E’ la ragazza della foto. E’ la ragazza che dopo aver tentato di ribellarsi e scappare dalle botte del marito e dalle angherie dei suoceri ha subito una mutilazione brutale al suo volto.
foto di Jodi Bieber per Time
Quando ho sentito di questa storia, ho pensato a quante altre non conosco, a quante altre sono passate sotto il silenzio delle tradizioni e delle convinzioni giustificate da dogmi religiosi, a quante per non essere deturpate, subiscono quotidianamente nel silenzio delle lacrime.
Non posso dire che questo giustifica la presenza di truppe armate di una alleanza alla quale facciamo parte, sono certo che persone come Aisha avrebbero meritato una vita diversa.
di seguito il post scrive della storia di Aisha

La foto di Aisha

Time mette in copertina una ragazza di 18 anni che per esser fuggita dal marito ha avuto il viso mutilato
Il direttore spiega la difficoltà della scelta
Aisha, una ragazza afghana di 18 anni, non ne poteva più delle percosse del marito e del maltrattamento dei suoi suoceri, che la trattavano come una schiava. Un giorno decise di farsi coraggio e cercò di fuggire di casa, ma fu rapidamente rintracciata dai familiari e condannata da un irremovibile comandante dei talebani. Mentre il cognato le teneva fermo il capo, il marito estrasse un coltello per asportarle naso e orecchie.
L’immagine del volto mutilato di Aisha è sulla copertina di questa settimana di Time. La rivista ha deciso di pubblicare un ritratto della donna per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’attuale condizione delle donne in Afghanistan a quasi nove anni dall’inizio della guerra e, come dice il titolo, porre la questione di “Che cosa succede se andiamo via dall’Afghanistan”. La riflessione arriva in un momento in cui le spinte a chiudere quella guerra e quella presenza da parte dei militari americani sono molto intense, e Time ha deciso di dare ai suoi lettori elementi per non aderirvi a cuor leggero. La scelta di illustrare l’inchiesta con una foto di Aisha è stata difficile, spiega il direttore della rivista Richard Stengel in un editoriale:
Ho pensato a lungo se mettere o meno questa immagine sulla copertina di Time. In primo luogo, volevo essere certo della sicurezza di Aisha e del fatto che potesse comprendere che cosa implicasse essere sulla copertina. Lei è consapevole di diventare il simbolo del prezzo che le donne afghane devono pagare per le ideologie repressive dei talebani. Ci hanno inoltre confermato che Aisha si trova in un posto sicuro protetto da alcune guardie e sostenuto dalla organizzazione non governativa Women for Afghan Women. Aisha sarà poi portata negli Stati Uniti per una operazione di chirurgia plastica ricostruttiva sponsorizzata dalla Grossman Burn Foundation, un’organizzazione umanitaria della California. Stiamo sostenendo questa iniziativa.
Sono consapevole del fatto che questa immagine sarà vista anche dai bambini, che la troveranno certamente sconvolgente. Ci siamo consultati con alcuni psicologi sul potenziale impatto della foto. Per alcuni i bambini sono ormai abituati a vedere immagini violente sui mezzi di comunicazione e dunque la foto avrà scarso effetto, mentre altri ritengono che i bambini la troveranno spaventosa e sconvolgente. […] L’ho mostrata ai miei due bambini, di 9 e 12 anni, che si sono subito dispiaciuti per Aisha e hanno chiesto perché qualcuno le abbia fatto una cosa del genere. Mi scuso con i lettori che troveranno l’immagine troppo forte, e vi invito a commentare sull’impatto dell’immagine.
La vicenda di Aisha è solo una delle tante storie di violenza sulle donne che accadono ogni giorno in Afghanistan. Nell’inchiesta pubblicata su Time, Aryn Baker spiega che nonostante i progressi ottenuti nel contrastare i talebani, i diritti umani vengono costantemente violati in molte aree del paese. Le donne afghane, spiega la giornalista, temono che l’annunciato piano dell’amministrazione americana e della NATO per lasciare progressivamente il comando in mano alle forze militari dell’Afghanistan possa far peggiorare le loro condizioni.
Da tempo il presidente afghano, Hamid Karzai, preme per aprire il dialogo con i talebani nel tentativo di pacificare il paese. Secondo le organizzazioni non governative che si occupano della tutela delle donne afghane, se questa percorso proseguisse i diritti delle donne potrebbero essere nuovamente sacrificati in nome della pace. Dare più spazi di legittimità ai talebani potrebbe far aumentare ulteriormente gli episodi di violenza come quello che ha dovuto subire Aisha.

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…capitolo II il racconto

Eccolo!!
come promesso, arriva anche il secondo capitolo. Ho ricevuto un po’ di lamentele sulla lentezza della pubblicazione e non nascondo che me lo aspettavo, già nel post del primo capitolo, richiamavo la Vostra pazienza…
troveremo ben 3 personaggi in questa fase del racconto vi dico che qualcuno (che ha letto tutti i capitoli scritti finora, ha addirittura parlato di 4 e per come si sviluppa la storia, non posso dargli torto. 
Mi faccio da parte e buona lettura di seguito le prime tre righe…
“Il signor M. camminava lungo il corridoio dell’appartamento di via Brichetti, facendo tintinnare il suo pesante mazzo di chiavi ad ogni passo. Alle nove sarebbe dovuto arrivare il nuovo inquilino dalla Sardegna…”

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"Lei è qui" il racconto…

Finalmente, in ritardo, senza pochi tentennamenti, ho pubblicato il primo capitolo del racconto di cui ho parlato qualche post fa.
E’ solo il primo capitolo. Al momento la stesura è arrivata al quinto e spero per settembre di arrivare almeno all’ottavo.
I capitoli successivi saranno pubblicati con frequenza bisettimanale circa, in una pagina specifica del blog identificata come Racconto. Un breve post ne segnalerà la pubblicazione.
C’è la possibilità di lasciare commenti che saranno gestiti secondo le modalità previste nella pagina di benvenuto di questo blog.
Nutro la speranza che il ritmo di pubblicazione non sia troppo lento, ma ho necessità di potermi portare avanti nella elaborazione dei successivi capitoli e di farli leggere e verificare da altre persone a me vicine prima della pubblicazione vera e propria.

Non mi resta di augurare buona lettura, tanta pazienza e ovviamente di commentare quanto letto…

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Provenza…4

Purtroppo è l’ultima mattina a L’isle sur la Sorgue. Salutiamo Jean Xavier ringraziandolo per l’ottimo servizio, riservatezza, gentilezza e i sorrisi somministrati in queste mattine…
Termidoro
Salutiamo anche Termidoro che nonostante siamo con le valige in mano e zaini in spalla e li che ci invita a tirare lontano una pigna o un pezzetto di legno, per riportarcelo.
Solliès Toucas 
Partiamo con direzione sud-sud-est verso SollièsToucas dove troveremo la nostra chambre d’hotes. Troviamo la casa di un viaggiatore, arredata in stile etnico con le foto alle pareti raffiguranti palazzi di fango e paglia dello Yemen, il deserti nigeriani, uomini in lunghe tuniche bianche. Un viaggiatore. Frederic mette i soldi da parte per un viaggio epico: Vietnam, Cambogia, Laos e Thailandia un viaggio di 3 mesi…lo ammetto lo invidio…forse dovrei imitarlo. Ma non è facile essere liberi…
Senza troppi indugi parlando del nuovo padrone di casa, ci avviamo a Hyerés, in particolare ci spingiamo alla punta estrema a sud di una sottile linqua di terra dalla quale partono i traghetti per le mitiche isole Porquerolles.
Indicazioni per Notre Dame
la spiaggia
Sono ormai le 13.30 passate quando entriamo al ristorante sul mare per divorare il nostro kg a testa di mulle fritte che personalmente adoro con il Roquefort. Dopo questa breve ma intensa sosta, decidiamo di raggiungere, a piedi,  la spiaggia che secondo la cameriera è al momento: per orario e giornata, la migliore: la spiaggia di Notre Dame situata lungo la costa nord sul lato orientale.
il nostro amico…Jhonatan

Lungo la passeggiata, di circa 45′, facciamo diverse foto e incontriamo numerose persone che in bici vanno e vengono lungo lo stesso sentiero. il profumo dei fiori ci fa compagnia, assieme a gabbiani che volano bassi tra i pini marittimi. lungo il sentiero sul lato interno all’isola i vigneti ci seguono allineandosi ed incrociandosi alla nostra vista mentre procediamo spediti alla meta. Raggiunta la spiaggia, dobbiamo dare credito a quanto ci aveva raccomandato la signorina al ristorante un’ora prima. Ci mettiamo in costume e ci rilassiamo: leggendo, dormicchiando e scrivendo sul taccuino i passi salienti di queste giornate che Vi ho raccontato sul questi post.

Il giorno dopo con dovuta calma ci apprestiamo al rientro: è sabato e non abbiamo incontrato alcuna coda o rallentamento. 

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Provenza…3

Dopo la solita ma graditissima colazione, trascorriamo la mattinata nella ridente cittadina di L’isle sur la Sourge che, come altri mercatini visti nella zona, troviamo incantevoli… ci dilettiamo nella scelta dell’olio: solitamente meno aromatici di quelli che troviamo nelle nostre regioni, più delicati, per i più patrioti non sanno di nulla, ma personalmente li trovo gradevoli. Come in ogni mercatino che si rispetti, troviamo: ceramiche, dipinti, sculture, formaggi, pesci, tessuti, prodotti (paté di olive nere e verdi, carciofi, pomodori secchi etc etc), carni, insaccati, salumi, pane, olio…
Non so perché, ma il mercato del sabato dove vivo io, non mi fa lo stesso effetto: forse perché c’è poco chilometri zero come si usa dire di questi tempi. Dove vivo io chi vende tessuti sono cinesi o di altre nazionalità che hanno comprato in via Sarpi a Milano dai cinesi, la frutta arriva da là, la verdura invece da quell’altra parte, il pesce…no comment, i formaggi da tutta Italia, non dico che manchino i prodotti locali, ma ci sono anche loro anziché solo loro. E poi manca l’arte: nessuna scultura o rappresentazione artistica che non vada al di là delle stampe con i soliti angioletti con personalmente non tollero più… 
la sourge

Dopo diversi giri, assaggi e acquisti ci dirigiamo a Fontaine de Vaucluse. appena 20′ di macchina verso est. Un piccolo paese avvolto dalle acque di questa sorgente che ha visto diversi tentativi di esplorazione da diversi speleosub, anche se solo un robot ha raggiunto il fondo a 308 mt nel 1989 il Spelenaute S.S.V..
Qui Petrarca ha creato i suoi versi Chiare fresche e dolci acque per la sua Laura.
Dopo una fresca e rigenerante insalata nizzarda, risaliamo le acque sino alla fonte lungo una catena di bancarelle di saponi e vestiti di lino bianco. Visitiamo inoltre la cartiera alimentata dall’energia dell’acqua tramite un poderoso mulino tuttora funzionante.
Giornata fantastica. Sole e cielo azzurro.
Al ritorno alla chambre ho il tempo per portare avanti il quarto capitolo del mio racconto.
La sera ceniamo con una favolosa crepes di grano saraceno e birra…ahhhh

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Provenza…2

è il 2 giugno, da noi sarebbe festa, ma qui no…la vita prosegue regolare come un normale giorno feriale, ma non per noi…
Palazzo dei Papi

Dopo la colazione a base di baguette, burro, marmellata, caffè lungo e the partiamo per Avignone.

Lasciamo l’auto nel sottoparcheggio a 3 livelli la cui uscita ci porta direttamente sulla piazza del Palazzo dei Papi. Dopo qualche minuto di ambientamento ed aver osservato dall’esterno l’immensità di questo palazzo ci avviamo alla biglietteria. Nell’avvicinarmi al Palazzo, mi rendo condo delle dimensioni: mi fa riflettere sulla soggezione che doveva incutere a chi vi si avvicinava e chissà se tutti vi si potevano avvicinare. E’ una fortezza a tutti gli effetti.
Entriamo al Palazzo dotati di audioguida verso le 11.00 per uscire non prima delle 15.00. Visita oggettivamente lunga, ma completa, interessante. Il Palazzo è enorme e purtroppo non visitabile del tutto. Ci viene, per fortuna, ricordato come mai i Papi sono finiti da Roma ad Avignone e stanza per stanza ci viene spiegato: uso, come questo sia variato nelle diverse epoche o anche Papa dopo Papa. Le stanze migliori: quelle che non si possono fotografare: le stanze private dei Papi.
Usciti in una assolata Avignone con il Mistral che soffiava, andiamo a mangiare una piccola insalata preconfezionata.
Dolci!!!
Ponte di Saint Benézet

Sempre a piedi, seguiamo i consigli di un tour “rosso” nella parte occidentale della città fortificata. In piena sindrome di Stendhal, non riusciamo a godere a pieno di quanto la città ci offre, difatti non visitiamo nessun altro museo, piuttosto ci siamo soffermati in una piccola bottega di dolciumi tipici e non…PAURA!

Proseguendo visitiamo il ponte spezzato di Saint Benézet sul quale vi invito ad approfondire la leggenda che lo riguarda,,,
Ancora con il sole alto, dopo un aperitivo a base di birra e formaggi francesi, facciamo rientro a L’Isle sur la Sourge.
La sera, passeggiata, cenetta e poi a ninna.

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Provenza…1

Come le altre volte, è stata una bella esperienza. Il tempo è stato splendido con un cielo azzurro e senza nuvole, un sole che marcava nettamente ogni dettaglio: piante, acque, monumenti…
Per la selezione di foto

http://maps.google.it/maps/ms?hl=it&ie=UTF8&msa=0&msid=101923456837947241104.000487b4d3f755c1b3491&ll=44.386692,7.03125&spn=4.710673,6.591797&z=6&output=embed
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Questo è il percorso definitivo. Dopo circa 5 ore di viaggio, arriviamo al Chemin Du Petit Langhien nei pressi di  L’isle Sur la Sorgue. La casa, immersa nella campagna provenzale Avignonese, è circondata da un giardino con prati, alberi e fiori. Sistemate all’ombra di alcuni alberi, invitanti sedie a sdraio. A fare compagnia uno splendido cane di nome Termidor  che vi potrebbe perseguitare finché non gli tirate qualcosa da dovervi riportare.
A due chilometri dalla chambre dhotes, si trova L’Isle Sur La Sorgue. Un paesino incantevole attraversato da numerosi canali provenienti dalla vicina Fontaine De Vaucluse.
Dopo il nostro arrivo alla Chambre D’hotes, facciamo due passi tra le caratteristiche vie, negozi ormai chiusi e i canali dove l’acqua scorre veloce e muove qualche mulino.
Dopo cena facciamo due passi nel centro illuminato da gelaterie e brasserie. Torniamo alla chambre per un adeguato riposo dopo la lunga giornata…

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Provenza…e il racconto.

Fervono gli ultimi preparativi.
Non porteremo con noi i gatti.
Anche quest’anno, come molti altri, facciamo un salto in Provenza.
Non sarà un vero e proprio tour: visiteremo villaggi e vedremo posti che ancora non abbiamo visitato come Avignone e dintorni; ma il vero obiettivo di queste giornate è quello di avere un po’ di tempo da dedicare alla scrittura.
Ovviamente relax, passeggiate e foto.
Ma ogni momento libero sarà dedicato a portare avanti il racconto che sto scrivendo in questi mesi.
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Previsioni per questi giorni…



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